Credits: AP Photo/Anja Niedringhaus
La fotoreporter Anja Niedringhaus ha trascorso una giornata presso l'avamposto dell'Esercito nazionale afghano di Chinari, nella provincia di Logar, inaugurato da pochi mesi, dopo che un edificio preesistente era stato attaccato e distrutto dalle forze talebane. Scatti che raccontano la vita quotidiana, le storie e le speranze di un gruppo di giovani soldati, il cui volto provato, segnato da rughe importanti, li fa apparire uomini già maturi.
Per la maggior parte, i soldati di questa unità, di etnia e regione di provenienza differenti, si sono arruolati "per amore dell'Afghanistan", ma anche perché l'Esercito nazionale afghano, pagando un salario mensile di 250 dollari USA, rappresenta una via d'uscita dalla povertà. Tutti dicono di sognare un futuro di pace e di prosperità per la loro patria, sfiancata da 30 anni di guerra. Al contempo sono contrariati dal fatto che, dopo 11 anni e miliardi di dollari investiti, il loro Paese si è sviluppato pochissimo, la pacificazione interna non è ancora stata raggiunta e tra i leader la corruzione è molto diffusa.
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