Nel centenario della nascita del fondatore dello Stato, Kim Il-sung, la Corea del Nord ha celebrato la "giornata del sole", definita dal regime ''una delle più grandi" nella storia del Paese. Dopo un evento commemorativo preliminare presso lo stadio Kim Il-sung di Pyongyang, che ha visto la partecipazione di 100.000 persone - per più della metà militari e ufficiali di alto rango - riunite in un meeting nazionale, la capitale è stata scenario di festeggiamenti in grande stile, tra effetti scenografici, musiche patriottiche, applausi scroscianti, commozione, pianti e coloratissimi fiori di plastica agitati dalla folla in segno di approvazione e rispetto.
Immancabili i fuochi d' artificio (made in China) che in serata hanno illuminato il fiume Taedong a giorno, contemporaneamente a uno degli avvenimenti più "prestigliosi", l'inaugurazione delle due statue nuove di zecca dei leader "eterni", Kim Il-sung e Kim Jong-il, alte 30 metri, che da ieri dominano la capitale, al cui scoprimento, insolitamente, è stato permesso di assistere anche ai giornalisti stranieri.
L'imponentissima parata (militare e no) in piazza Kim Il-sung è stata l'occasione per il debutto ufficiale davanti "al suo popolo" del nuovo leader nordcoreano, il giovane Kim Jong-un (che ha tra i 28 e i 30 anni), terzo rappresentante della dinastia dei Kim al potere, nipote del "presidente eterno" e figlio del "caro leader" Kim Jong-il, morto lo scorso dicembre .
''Tutti insieme, andiamo avanti verso la vittoria finale'', ha scandito il leader nordcoreano tra una standing ovation e l'altra, durante il suo discorso a sorpresa di 20 minuti, mentre la grandissima folla ha intonato l'interminabile coro Mansei! (lunga vita).
Kim Jong-un - raramente staccando gli occhi dal testo scritto del suo intervento - ha parlato di ''sviluppo dell'idea Juche'', l'ideologia che combina elementi confuciani e comunismo elaborata dal nonno, di ''sviluppo dell'economia'' e del miglioramento della ''vita delle persone'', ma soprattutto ha ringraziato, dalla loggia d'onore su piazza Kim Il-sung, il capostipite, per ''aver fondato 80 anni fa le rivoluzionarie Armate del Popolo'', all'origine della vittoria nella lotta d'occupazione contro la colonizzazione giapponese. Un lavoro poi ''rafforzato'' dal padre con il balzo nel settore dei missili balistici a lungo raggio e dei test nucleari, fino ad avere messo la Corea del Nord a pari livello con le potenze "imperialiste".
Il "giovane generale", con il consueto vestito "alla Mao" di colore scuro e con voce sottile e monotona, forse per l'emozione, ha chiesto una spinta collettiva per la ''vittoria finale'', con il meglio delle truppe nordcoreane schierate nell'enorme piazza. Sul finire della manifestazione, un ultimo voto di obbedienza è stato urlato, con un'unica voce, dai militari: ''Kim Jong-un siamo pronti a morire per te''.
La parata militare è stata chiusa da un missile a media gittata all'apparenza di nuova fattura, ma che non avrebbe nulla a che fare con quello che indiscrezioni ipotizzano come in fase di studio e capace di raggiungere anche gli Stati Uniti, secondo la la lettura di alcuni esperti stranieri presenti con la delegazione dei media invitati in Corea del Nord, per verificare gli intenti pacifici del lancio (risoltosi venerdì in un insuccesso) del satellite per osservazione terrestre.
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